La commissione disponibilità fondi non costituisce una maggiorazione ingiustificata degli interessi


La commissione disponibilità fondi, consistente nella previsione nel contratto di affidamento di un compenso per la messa a disposizione di somme proporzionali all'importo ed alla durata dell'affidamento, se rispettosa del tasso soglia, costituisce un corrispettivo per la messa a disposizione del denaro indipendentemente dall'utilizzo effettivo e quindi non costituisce una maggiorazione ingiustificata degli interessi applicati sulle somme effettivamente utilizzate, né può ritenersi priva di causa giustificativa.

Lo ha stabilito il Tribunale di Roma, sezione X, Giudice Picaro, con sentenza . 4049/2016, pubblicata il 25 febbraio 2016.

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